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E-commerce e coronavirus: come evolverà il commercio digitale

E-commerce e coronavirus: evoluzione del commercio digitale

 

L’emergenza Coronavirus ha modificato in maniera radicale la nostra realtà economica e sociale e dato il via a profonde trasformazioni. Quanti di questi cambiamenti sono destinati a durare anche dopo il ritorno alla vita di sempre?

Uno dei cambiamenti più importanti a cui si è assistito è stato quello riguardante il settore del commercio elettronico. Secondo un’indagine Nielsen riguardante gli acquisti online di prodotti di largo consumo a partire da fine febbraio si è assistito ad un aumento dell’80% rispetto allo scorso anno, e del 30% se si fa riferimento al periodo pre Covid-19.

Il commercio online ha rappresentato una risposta valida ed efficace all’impossibilità di recarsi fuori casa per gli acquisti. Ha permesso inoltre a diverse aziende di mantenere il contatto con i propri clienti, anche a distanza, e in molti casi di acquistarne di nuovi: infatti il 77% delle aziende che vende online ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti durante il lockdown.

Come cambieranno le cose ora che i negozi sono riaperti e la vita sta tornando alla normalità? I consumatori torneranno a prediligere la spesa online a quella in-store? Di sicuro stiamo vivendo un’evoluzione attesa da anni, che ha subito un grande salto in avanti per adattarsi ai nuovi bisogni dettati dall’emergenza. Analizziamo in questo articolo cosa sta accadendo e come l’e-commerce potrebbe evolversi in futuro.

Coronavirus: boom dell’e-commerce

La maggior parte dei consumatori italiani costretti in casa ha iniziato a riconoscere l’e-commerce come la risposta ai propri bisogni di acquisto e alla necessità di evitare la vicinanza sociale. Infatti lo shopping online si è presentato fin dal primo momento come lo strumento ideale per evitare la vicinanza di persone ed il diffondersi del contagio facendo acquisti in tutta sicurezza.

“L’intero sistema di vendite di prodotti online necessita di investimenti in tecnologia e sistemi organizzativi che permettano di garantire la massima sicurezza dei consumatori e di massimizzare l’efficienza nell’esperienza di acquisto online.”

Gran parte delle imprese si è prontamente mossa in questo senso sviluppando il proprio e-commerce per rispondere ad una crescente domanda. Davvero un grande passo in avanti, se si pensa che l’Italia è tra i Paesi europei con il più basso utilizzo di commercio elettronico, in cui primeggiano invece Paesi come la Danimarca, la Svezia, il Lussemburgo e la Gran Bretagna.

La spinta sulla domanda online, anche da parte di consumatori non abituali, ha richiesto un adattamento dell’intera filiera dell’e-commerce. Partendo dai rivenditori fino ad arrivare alla logistica, molti hanno dovuto in alcuni casi moltiplicare le risorse per far fronte alla richiesta crescente di beni. Durante le prime settimane di lockdown quanti siti di e-commerce sono andati in tilt - specialmente quelli dei supermercati - perché non erano in grado di rispondere ad un traffico così intenso?

L’intero sistema di vendite di prodotti online necessita di investimenti in tecnologia e sistemi organizzativi che permettano di garantire la massima sicurezza dei consumatori e di massimizzare l’efficienza nell’esperienza di acquisto online.

Bisogna infatti tenere conto del fatto che molto probabilmente la domanda online continuerà a crescere anche dopo che l’emergenza sanitaria sarà finita. Gran parte di quei consumatori che si sono accostati per la prima volta all’e-commerce durante la fase di lockdown, soprattutto se avranno avuto un’esperienza positiva, continueranno a farne uso anche in futuro.

E-commerce e coronavirus: i settori più coinvolti

Come è facile intuire, i settori che hanno subito picchi di domanda più importanti sono quelli dell’alimentare e dell'approvvigionamento domestico, anche grazie all’introduzione della consegna a domicilio che ha permesso in molti casi di azzerare il contatto sociale.

Al contrario altri settori che solitamente trainano il settore dell’e-commerce come l’abbigliamento e il turismo hanno sofferto maggiormente nella prima fase dell’isolamento. Il bisogno principale dei consumatori era quello di assicurarsi cibo e altri beni primari. Con il passare del tempo però i consumatori hanno iniziato a dedicarsi ad altre tipologie di acquisto, come ad esempio videogiochi, attrezzature sportive, libri, cosmetici e tinture per capelli, prodotti per l’hobbistica e il fai da te, attrezzature digitali per lo smart working e molto altro.

Secondo i dati di Semrush tra i settori che hanno riscontrato un aumento di traffico sui siti di e-commerce troviamo libri e letteratura (+16%), farmacie (+9%), casa e arredamento (+7%), retail (+6%) e fashion (+5%).

Si è riscontrato che, con il passare del tempo ed il ritorno parziale alla normalità, il diffondersi dell’e-commerce ha abbracciato sempre più settori. Questo è un chiaro indicatore di come nessuna tipologia di impresa dovrebbe sentirsi esclusa da questo cambiamento, ma invece pensare piani di azione per adeguarsi e rimanere competitivi sul mercato in questo scenario in continuo mutamento.

“L’emergenza coronavirus ha aperto le porte ad una rivoluzione i cui vincitori saranno coloro che sapranno aprirsi al mondo digitale investendo in tecnologia e formazione”

Consideriamo inoltre che con la riapertura dei negozi fisici non tutte le persone si sentiranno sicure di uscire di casa e, soprattutto le persone più a rischio, potrebbero continuare a preferire l’e-commerce. Per questo è necessario farsi trovare pronti.

Rivoluzione e-commerce: come adeguarsi al cambiamento

Il cambiamento che è in atto sta dimostrando come l’e-commerce non sia più soltanto un’opzione da valutare ma una strategia necessaria. Per questo ogni azienda dovrebbe pensare a come adeguarsi, e come farlo nel più breve tempo possibile, nel modo più sicuro e acquistando il know-how necessario per gestire il cambiamento in maniera intelligente.

I negozi digitali possono rappresentare una vera opportunità non soltanto per le grandi multinazionali ma soprattutto per le piccole e medie imprese italiane. Infatti danno loro l‘opportunità di rimanere in contatto con i propri clienti e aumentare i canali di acquisto - oltre che diminuire il gap di conoscenza ed economico rispetto alle aziende estere.

Come già detto le abitudini d’acquisto sviluppate in questo periodo di lockdown diventeranno sempre più radicate nei consumatori, per questo è fondamentale sapersi muovere di conseguenza. Anche se può sembrarti qualcosa di superfluo, investire nella tua piattaforma di vendita online risulterà la migliore strategia nel lungo periodo. Se non l’hai ancora fatto, questo è il momento adatto.

Come fare? Per dare vita al tuo e-commerce ed iniziare a vendere online dovrai curare ogni aspetto, partendo dalla scelta del miglior servizio di hosting. I consumatori danno molta importanza alla shopping experience, per cui è indispensabile partire da un sito web performante e capace di gestire picchi di traffico. Una volta scelto il servizio di hosting dovrai creare il tuo sito web e mettere su la piattaforma di e-commerce: segui i nostri consigli su come fare.

Sarà molto importante anche perfezionare ogni aspetto della filiera - dal magazzino all'approvvigionamento della merce - avendo come obiettivo quello di garantire la miglior esperienza di acquisto al tuo consumatore, in totale trasparenza, sicurezza e affidabilità.

L’emergenza coronavirus ha aperto le porte ad una rivoluzione i cui vincitori saranno coloro che sapranno aprirsi al mondo digitale investendo in tecnologia e formazione. La chiave sta nell'implementare strategie multicanale che siano in grado di sostenere ed aumentare le potenzialità del punto vendita tradizionale, aprendosi al mercato online. Fatti trovare pronto.


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