Tra le minacce più comuni per i siti web c’è il brute force attack. Non è sofisticato, ma è estremamente efficace, soprattutto contro siti WordPress poco protetti. Spesso viene sottovalutato perché sembra “troppo semplice” per funzionare, ma la realtà è che ogni giorno migliaia di siti vengono colpiti da attacchi automatici.

Cos’è un brute force attack
Un brute force attack consiste nell’indovinare le credenziali di accesso a un sito provando tutte le combinazioni possibili di username e password. L’attacco viene realizzato tramite software automatizzati, chiamati bot, che possono tentare migliaia di accessi in pochi minuti. Non richiede capacità tecniche avanzate: la “forza bruta” e la ripetizione sono sufficienti per trovare account vulnerabili.
Questo tipo di attacco può colpire:
Il pannello di amministrazione di WordPress
Account FTP o SSH
Pagine di login di altri CMS o servizi online
Il risultato? Se il bot riesce a trovare una combinazione corretta, può prendere il controllo completo del sito.
Perché WordPress è un bersaglio così frequente
WordPress è il CMS più diffuso al mondo, e la sua popolarità lo rende un bersaglio ideale. I bot attaccano milioni di siti ogni giorno, provando combinazioni di login comuni come:
Utenti standard: admin, test, webmaster
Password deboli: 123456, password, qwerty
Molti siti restano vulnerabili perché gli utenti usano password semplici o non attivano limiti sui tentativi di login. Inoltre, la diffusione di plugin e temi non aggiornati aumenta la superficie di attacco, rendendo possibile sfruttare vulnerabilità note.
Come funziona un attacco brute force
Un attacco tipico segue questo schema:
Un bot identifica la pagina di login del sito (/wp-login.php o /wp-admin)
Inizia a provare combinazioni di username e password, spesso usando liste di credenziali già compromesse in altri siti
Se riesce a entrare, può installare malware, creare nuovi account admin, modificare contenuti, inviare spam o reindirizzare utenti a siti dannosi
Spesso l’attacco resta invisibile per settimane, perché il bot può agire lentamente per non essere rilevato, lasciando il sito compromesso senza segnali evidenti.
Segnali che il sito sta subendo un attacco
Non tutti gli attacchi sono immediatamente evidenti, ma ci sono segnali a cui prestare attenzione:
Rallentamenti improvvisi del sito o del server
Consumo anomalo di risorse (CPU o memoria)
Molti tentativi di login falliti registrati nei log
IP sospetti che tentano ripetutamente l’accesso
Email automatiche di WordPress su tentativi di login falliti
Riconoscere i segnali in tempo può fare la differenza tra prevenire il problema e dover ripristinare un sito compromesso.
Come prevenire i brute force attack
La buona notizia è che prevenire un brute force attack è possibile, e nella maggior parte dei casi non richiede soluzioni complesse.
1. Usa password forti e uniche
Non riutilizzare password già usate altrove. Le password sicure devono essere lunghe, combinare lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli, e preferibilmente generate automaticamente tramite strumenti dedicati.
2. Limita i tentativi di login
Bloccare automaticamente gli IP dopo un certo numero di tentativi falliti è una difesa semplice ma molto efficace. Alcuni plugin di sicurezza WordPress permettono di configurare limiti personalizzati per login e autenticazioni.
3. Proteggi l’area admin
Cambia l’URL di login predefinito (/wp-admin)
Attiva l’autenticazione a due fattori (2FA)
Limita l’accesso per IP, se possibile
Queste misure riducono drasticamente la probabilità che un bot riesca ad accedere.
4. Mantieni aggiornati WordPress, temi e plugin
Gli aggiornamenti non servono solo a nuove funzionalità: chiudono falle di sicurezza note che potrebbero essere sfruttate durante un brute force attack. Tenere tutto aggiornato è la prima linea di difesa.
5. Affidati a un’infrastruttura sicura
Molti attacchi vengono bloccati prima ancora di raggiungere il sito grazie a sistemi di protezione server-side, firewall e monitoraggio continuo. Scegliere un hosting affidabile riduce drasticamente i rischi.
Perché non sottovalutare il problema
Anche se il brute force attack non riesce, può comunque:
Rallentare il sito
Consumare risorse preziose del server
Incrementare il rischio di compromissioni future
Ignorare questi attacchi significa lasciare il sito vulnerabile a lungo termine.
Conclusione
I brute force attack non sono spettacolari, ma sono costanti, automatici e quotidiani. Colpiscono soprattutto siti con password deboli, aggiornamenti mancanti o configurazioni di sicurezza insufficienti. La prevenzione è semplice: password forti, aggiornamenti costanti, limiti di login e protezione server-side fanno la differenza.
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